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TU35 MS| Ipotenusa una mostra irrealizzabile

TU35 MS| Ipotenusa una mostra irrealizzabile

TU 35 MS

 

Ipotenusa | una mostra irrealizzabile è curata da Federica Forti, ones. office – a non exhibition space (Carolina Gestri e Francesca Vason), Stefania Rinaldi con Pietro Gaglianò.

Dal 17 luglio al 2 agosto 2015
Officina Giovani, ex-Macelli Pubblici, piazza Macelli 4, Prato
Inaugurazione: giovedì 16 luglio 2015, ore 18

http://tu-35-massacarrara.tumblr.com/

TU35 – Geografie dell’arte emergente in Toscana

Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci | Officina Giovani

http://tu-35.tumblr.com/

In mostra con Mad_Project

Italy 2007 | Experimental Videos | Image from Muybridge e Marey | Music from M. Herbert

 

Intervista a Carlotta Premazzi

CP: Everything’s a Remix di Kirby Ferguson è un documentario del 2010. Individuo in questo progetto uno dei riferimenti principali del mio lavoro attuale e della mia ricerca formale.  La scelta è motivata da un duplice fattore: semantico e stilistico. Tutto quel che ci circonda e che produciamo risulta creato da misture biologiche e tecnologiche costituendo combinazioni infinite di significati e forme; questo fattore ha sempre influenzato il mio immaginario, la mia ricerca e la mia metodologia creativa ed è venuto a rafforzarsi da quando la mia produzione artistica si è spostata quasi esclusivamente sul piano digitale e informatico.

FV: Nel video presentato in mostra recuperi un immaginario del passato. Puoi raccontare questo lavoro e in che modo ti sei orientata verso questo tipo di sperimentazione video?

CP: Nel video Mad Project recupero immagini del passato già consolidate nella cultura visuale generalizzata che, grazie a un montaggio non lineare, molto serrato, ricco di sovrapposizioni e soprattutto sempre molto sperimentale, crea una piccola storia visionaria volta a veicolare significati di grande portata.
Il video approccia gli aspetti più privati e reconditi della persona rispetto al proprio inconscio, con le proprie contraddizioni e i vari aspetti della personalità, del doppio in relazione al singolo e del doppio come molteplicità di situazioni oppresse dal conformismo della massa rientrando nella macrocategoria di critica alla società di massa e dello spettacolo, totalitaria e consumistica.

FV: Attualmente su cosa stai orientando la tua ricerca?

CP: Mad Project è molto importante sia nella definizione dell’estetica del mio lavoro che del mio percorso artistico più recente che si è rivolto al Vjing Art e Live Visual e che attualmente sto unendo alle pratiche installative interattive. Sono affascinata e improntata sui processi di creazione piuttosto che sui risultati, sulla sperimentazione continua e sulla contaminazione artistica di vari mezzi e media.

FV: Massa Carrara e in particolare il tempo trascorso in accademia: mi piacerebbe sapere se in qualche modo la città, alcuni suoi luoghi, la storia di questo territorio hanno avuto un peso nel tuo lavoro, anche in vista della scelta di spostarti all’estero.

CP: Il periodo percorso all’Accademia di Belle Arti di Massa Carrara è stato fondamentale nel mio percorso artistico e nella creazione della mia estetica, questo è stato il luogo fisico e metaforico dove ho scoperto nuove forme e tecnologie per creare e parlare di arte, avendo modo di lavorare e scambiare idee con colleghi e fantastici professori e dove ho potuto dare senso a molti concetti e sensazioni fino a quel momento recondite.

di Francesca Vason